Storia della Basilica di San Lorenzo – parte settima

Giovanni di Bicci de' Medici

Quando Giovanni di Bicci De’ Medici commise a Brunelleschi l’incarico di costruire una Basilica mettendo da parte il progetto del Priore Dolfini, questi trovò, a sinistra guardando, uno spazio vuoto.

Filippo Brunelleschi



Lì incominciò a costruire la Sacrestia. Questa è nota in tutto il mondo come un modello del Primo Rinascimento. Eravamo ai primi mesi del 1422. Brunelleschi lavorò sodo tanto che nel 1428 la Sacrestia era ultimata come lo testimonia con data incisa nella base della cupolina sulla lanterna sommitale.
Io non sono uno storico dell’arte.


Capisco che Brunelleschi si ispira ai classici antichi. Se si vuole la sua arte riflette la cultura del tempo: quella di un Umanesimo cristiano.

Posso subito far notare che gli spicchi della Cupola sono dodici perché la Chiesa è fondata sui dodici apostoli. Ben presto Filippo si trovò tra i piedi Donatello, grande amico di Cosimo il Vecchio. L’architetto cura la linea; Donatello gliela sciupava.

Sono di Donatello i famosi stucchi.

Le raffigurazioni dei quattro evangelisti, uno per lato. Poi alcune “storie” dell’evangelista Giovanni, perché la Sacrestia è a lui dedicata. Giovanni all’isola di Patmos; la resurrezione di Drusiana; San Giovanni nel pentolone di olio bollente; l’assunzione di Giovanni al cielo.

Interessantissimi gli stucchi sulle porte bronzee. Santo Stefano e San Lorenzo sulla porta dei martiri; i Santi Cosma e Damiano, patroni della famiglia Medici, sulla porta dei dottori della Chiesa.

Quest’ultimo è di un’altra mano. Tutto intorno la Sacrestia è costellata di Cherubini e Serafini.


Morto il committente Giovanni di Bicci, fu sepolto nel mezzo della Sacrestia con la moglie Piccarda, sotto la tavola di marmo opere del Buggiano.

Né si può tralasciare l’emisfero dipinto dal Pesello sopra l’altare della scarsella. Raffigura il cielo come era il 4 luglio 1442. Che cosa avvenne in quel giorno? Non lo si sa ancora.

Né si può tralasciare il bel busto di terracotta che la tradizione dice di San Lorenzo, attribuito nel passato a Donatello. Oggi gli intenditori lo attribuiscono piuttosto a Desiderio da Settignano.


Una porta immetteva nella cappella attigua dei Santi Cosma e Damiano, detta, prima , di San Zanobi, oggi, detta anche delle Reliquie.
Ne è venuto poi un grande arco dove risiede una “signora tomba” quella di Piero detto il Gottoso e di suo fratello Giovanni, questa è opera del Verrocchio.



Questa Sacrestia, nel primo intendimento, doveva essere destinata ad accogliere le salme dei Medici. Qui fu portata la salma di Giuliano ucciso nella Congiura dei Pazzi. Poi fu portata anche quella di Lorenzo il Magnifico. Ma quando il figlio, Cardinale Giovanni che poi diventò Papa Leone X, venne a pregare sulle tombe dei suoi parenti, constatò che qui sarebbe venuta “un’ammucchiata”. E allora dette ordine a Michelangelo di fare un’altra Sacrestia al lato opposto, dove, furono trasportati i resti di Giuliano e del Magnifico. Da lì in poi ci furono due Sacrestie, per distinguerle una chiamata ” Vecchia “ e una chiamata “Nuova”.


Anni 1300 – 1400 Festa di San Lorenzo e il dono della cera. Filippo Brunelleschi e la “Sacrestia Vecchia”
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Anni 1400 – 1500 Cosimo de Medici Pater Patriae
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2 Risposte to “Storia della Basilica di San Lorenzo – parte settima”

  1. Helena Langehein Says:

    Aiutatemi per favore: Sto cercando  permesso di costruzione numeri della nuova sacrestia costruita da Michelangelo

  2. Sunday Vintage Inspiration: Aurora Borealis/Night sky, Canada and Florence | My vintage inspiration Says:

    […] I visit the church of San Lorenzo in Florence, first consecrated in 393 AD to Sant’Ambrogio, of course I am awed by the carved […]


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