Storia della Basilica di San Lorenzo parte 15° – La Compagnia delle Sacre Stimate di San Francesco


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 15°

Ci racconti ancora………


La Compagnia delle Sacre Stimate di San Francesco


Tra le mura della Basilica di San Lorenzo sono state accolte, nel corso del tempo, varie compagnie, tra queste vi è la Compagnia delle Sacre Stimate di San Francesco sorta verso la fine del Cinquecento.
Le prime notizie risalgono infatti al 1590, quando il giorno dell’Ascensione, 4 fedeli decisero di andare in pellegrinaggio al convento dei Padri Cappuccini intitolato all’Immacolata Concezione. Il monastero era posto fuori Firenze a circa tre miglia dalle mura in direzione di Bologna su un colle chiamato Malgiogo a Terra Rossa.


La tradizione fa però risalire al giorno dell’Immacolata del 1591 l’origine della Compagnia quando al gruppo si unì un nuovo fratello, un certo Lorenzo Barducci calzolaio. A questo primo nucleo di devoti, che sostanzialmente si ritrovavano annualmente per il pellegrinaggio al convento dell’Immacolata Concezione, si aggregarono negli anni successivi altri fratelli fino a giungere nel 1594 a quasi un centinaio di membri. Ed è proprio la data del 21 maggio 1594 il termine temporale a cui si fa riferimento per la fondazione di una vera e propria compagnia, quando fu eletto un governatore per dirigere e coordinare il gruppo, anche se solo nel 1596, il 21 dicembre, si tenne la prima riunione chiamata “tornata” nella chiesa di S. Andrea dietro il mercato vecchio.


In seguito, grazie al Rescritto di Ferdinando I del 15 giugno 1597 e all’assenso dato dal Capitolo Laurenziano, il 2 luglio dello stesso anno, i confratelli ottennero come sede definitiva parte di sotterranei della chiesa di S. Lorenzo. La compagnia nasce quindi come un’associazione laica e operaria tanto che nei Capitoli era stabilito che nessun “statuale” poteva farne parte e solo nel 1616 questo articolo fu soppresso, quando la compagnia delle Stimate di Firenze, per partecipare agli stessi benefici spirituali, si associò con quella Romana che non aveva questa limitazione.


I confratelli, devoti a San Francesco, fin dall’inizio furono guidati spiritualmente dai frati cappuccini dai quali mutuarono l’abito, un saio di lana “bigiognola” legato da una cintura di corda, e l’insegna, costituita da una croce nuda con lancia e spugna, coronata da spine e tre chiodi con due fruste. In seguito, nel corso del Settecento, si avvicinarono anche i gesuiti che li aiutarono ad affinare le tecniche di meditazione.
In questo periodo, sotto la direzione del padre guardiano Camillo Orsini (1708 – 1750), la vita spirituale della Compagnia fu intensificata e regolata; furono infatti istituite tre Scuole di Spirito: una per i fanciulli sotto la protezione della Vergine Immacolata, l’altra era intitolata alla Beata Vergine Assunta in Cielo per i celibi e l’ultima composta dai coniugati il cui protettore era S. Giuseppe: Queste tre scuole dovevano riunirsi separatamente una volta alla settimana sotto la guida spirituale di un sacerdote che, dopo le consuete preghiere, affrontava temi spirituali diversi esortando i fratelli alla preghiera e all’umiltà.


Nel corso della sua lunga vita la Compagnia riuscì a salvarsi dalle soppressioni leopoldine e napoleoniche, grazie all’influenza politica di alcuni suoi membri e alla capacità di piegarsi alle necessità sociali. Nel 1811 la Compagnia, unendosi con la Compagnia del SS. Sacramento, poté infatti sopravvivere assicurando alla parrocchia di San Lorenzo il trasporto e il seppellimento dei cadaveri.


Solo l’alluvione del 1966 fermò le attività del sodalizio; da allora, nonostante alcuni tentativi di ripresa, la Compagnia delle Sacre Stimate non ha più iscritti. Il suo patrimonio artistico è conservato in parte presso la Curia Arcivescovile e in parte è presso la Basilica di San Lorenzo, mentre i suoi documenti, gravemente danneggiati, sono custoditi presso l’Archivio Capitolare della Basilica di San Lorenzo.


Dott.ssa Sonia Puccetti


La Biblioteca Medicea Laurenziana
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L’arch. Lolli Ghetti esclamava: “ora San Lorenzo lascia a desiderare all’esterno, ma all’interno è uno splendore”.
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