Storia della Basilica di San Lorenzo parte 23° – La vita del Beato Niccolò Stenone 2° parte


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 23°

Ci racconti ancora………


La vita del Beato Niccolò Stenone 2° parte


“pulchra sunt quae videntur, pulchriora quae sciuntur, longe pulcherrima quae ignorantur”
(belle sono le cose che si vedono, più belle quelle che si conoscono, bellissime quelle che si ignorano)


niccolò stenone bronzo
Niccolò Stenone


……….Niccolò Stenone a Parigi rimase per fare una dissertazione sul cervello che metteva a fuoco la funzione del misterioso organismo. Il tutto andando contro le teorie di Cartesio sostenendo che la ghiandola pineale considerata dal filosofo la principale sede dei movimenti non può muoversi affatto.


Intanto Stenone sentiva il bisogno di dirigersi verso il mezzogiorno, verso l’Italia. E si mise in viaggio a piedi. Il 28 febbraio 1666 era a Livorno. Nel mese di aprile di quell’anno si presentò al Granduca di Toscana Ferdinando II che lo accolse con grande cortesia.


ferdinando II 2
Il Granduca di Toscana Ferdinando II


Per Pasqua Stenone era a Roma dove fece amicizia con il celebre Marcello Malpighi. Il 24 giugno era a Livorno dove ebbe modo di assistere alla solenne processione del Corpus Domini dove si pose il primo interrogativo: è vero quello che si dice noi luterani o quello che dicono i cattolici? Era impressionato a vedere i cattolici inginocchiarsi al passaggio del SS. Sacramento. Da Livorno si portò a Firenze che sarebbe diventata la sua “vera patria”.


Il Granduca venuto a conoscenza di Stenone gli concesse uno stipendio di venticinque scudi e l’uso di un laboratorio nell’ospedale di Santa Maria Nuova. Dopo varie abitazioni fu accolto in Palazzo Vecchio. A corte si trasferiva col Granduca ora a Pisa, ora a Pratolino, a Artimino, a Poggio a Caiano, a Cafaggiolo. E così ebbe occasione di conoscere i discepoli di Galileo coi quali iniziò una preziosa amicizia.


Questi avevano fondato l’Accademia del Cimento.

Accademia del Cimento
L’Accademia del Cimento


Scopo dell’Accademia era la ricerca del vero mediante l’esperienza.


Si doveva sgombrare la mente da ogni idea preconcetta e si doveva accettare solo quella confermata dal “Cimento dell’esperienza”. Provando e riprovando ne era il motto.


Dovevano lavorare in comune senza pubblicare le singole esperienze. Alcuni nomi: Vincenzo Viviani, Torricelli, Melagotti, Borelli ecc ecc..Ne teneva la presidenza Leopoldo Dè Medici figlio di Cosimo II. Quando fu eletto Cardinale abbandonò Firenze per stabilirsi a Roma. Venendo a mancare l’elemento propulsore l’Accademia si spenge anche per attriti tra soci ma col cordoglio dei veri amanti dei buoni studi.


Stenone però continuò le sue ricerche scientifiche . Mentre Stenone scriveva il trattato Elementi di Miologia (studi sull’apparato muscolare) a Livorno fu catturato un pescecane di proporzioni eccezionali.


trattato miologia
Il Trattato di Miologia

glossopetrae malta
Testa di pescecane


Il Granduca volle che la sua testa venisse portata a Firenze e fosse studiata scientificamente da Stenone. Mentre eseguiva l’operazione intuì il legame esistente fra i denti del cetaceo e le glossopetrae dell’isola di Malta. Stenone dimostrò che si trattava di denti di pescecane fossilizzati .


glossopetrae malta 2


Egli gettò così i fondamenti della Paleontologia. Le scorrerie di Stenone in molteplici zone toscane avevano le finalità di studiare la geologia e la mineralogia di quelle zone. Oggi Stenone è riconosciuto da tutti come un pioniere della Geologia della Mineralogia e della Cristallografia. La sua opera principe in questo campo è il Prodomus dissertationis de solido intra solidum naturaliter contento
In essa opera si esamina stratificazioni e sedimenti della regione toscana.; ricerca soprattutto i corpi solidi che stanno racchiusi in altri corpi solidi come le conchiglie, i fossili, i cristalli ecc.


Già sappiamo che il 24 giugno 1666 ebbe occasione di vedere a Livorno la processione del Corpus Domini. Fu allora che si trovò di fronte ad un grosso interrogativo riguardante la fede cattolica nella SS. Eucaristia. “Quando vidi portare l’Ostia consacrata con tanta magnificenza attraverso la città, mi corse questo pensiero: o l’Ostia è un semplice pezzetto di pane e coloro che le rendono un simile culto sono dei pazzi, oppure essa contiene realmente il vero corpo di Gesù Cristo e, in questo caso, perché non dovrei adorarla anch’io?”


Era rimasto impressionato ma non voleva condannare la credenza in cui era nato e allevato. Lo legava più un fatto psicologico che dogmatico ma la grazia di Dio sa superare ogni difficoltà. Sono note le sue relazioni con suor Maria Flavia del Nero, con la signora Arnolfini moglie dell’Ambasciatore di Lucca presso il Granduca di Toscana. Questa lo raccomandò al padre Savignani Gesuita. Il 2 novembre 1667 venne il grande giorno. Prima presso la signora Arnolfini: “Ebbene signora abiurerò”. Poi a Padre Savignani “Ho deciso finalmente . Voglio essere cattolico.” Il giorno 3 novembre si recò col Padre Savignani da Girolamo Baroni conventuale e alla sua presenza fece l’abiura. L’otto dicembre rinnovò l’abiura presso il Nunzio Apostolico Mons. Trotti il quale gli amministrò il Sacramento della Cresima. Il neo convertito agli impegni personali e alle esperienze scientifiche aggiunge lo studio della dottrina teologica .


Però la sua conversione coincideva con l’invito del Re Federico III a ritornare in Danimarca. Si mise in viaggio. A Utrech ricevette la notizia che Ferdinando II Granduca di Toscana e suo protettore era morto. Intraprese allora in gran fretta il ritorno. A Firenze trovò nell’erede Cosimo III un largo mecenate e amico affettuoso. Il 23 dicembre 1671 riceveva una lettera da Copenaghen che il Re Cristiano V gli affidava la cattedra di Anatomia all’Università.


Stenone ne parlò a Cosimo III il quale lo lasciò libero. A luglio si trovò a Copenaghen. Non si trovò bene. Non lo pagavano ; non c’erano chiese cattoliche, non c’erano sacerdoti. Insomma decise di ritornare a Firenze. E vi ritornò nel gennaio del 1675. Cosimo III gli affidò l’educazione del primogenito principino Ferdinando…….continua


niccolò stenone ritratto
Niccolò Stenone


(Continua…)


La vita del Beato Niccolò Stenone 1° parte
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