Storia della Basilica di San Lorenzo parte 24° – La vita del Beato Niccolò Stenone 3° parte


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 24°

Ci racconti ancora………


La vita del Beato Niccolò Stenone 3° parte


“pulchra sunt quae videntur, pulchriora quae sciuntur, longe pulcherrima quae ignorantur”
(belle sono le cose che si vedono, più belle quelle che si conoscono, bellissime quelle che si ignorano)



Niccolò Stenone


Nel mese di febbraio del 1670 Stenone si trovava ad Amsterdam. A contatto con anime lontano da Dio e alla vera Chiesa, ne provava grande pena. Nasceva in quel tempo nell’animo suo il desiderio di dedicarsi alla salvezza spirituale del prossimo. Rientrato in Firenze si pose il problema in modo concreto. Padre Savignani gli diceva: Iddio vi vuole suo ministro.


Nella vita di Stenone (come del resto in tutte le persone), si vede il dito di Dio il quale guida tendenze e avvenimenti secondo i suoi fini. Stenone sentiva profondamente la spinta al Sacerdozio, anzi lo desiderava. Finalmente d’accordo col proprio direttore spirituale prese la decisione. Dopo qualche tempo di intensa preparazione dottrinale si dedicò a disporsi spiritualmente a ricevere i Sacri Ordini. Gli si presentò un problema. Era riconosciuto valido il battesimo ricevuto da bambino? Allora si fece battezzare sotto condizione. Ricevette il suddiaconato, il diaconato, il presbiterato, in tre giorni consecutivi dall’Arcivescovo di Firenze Cardinale Nerli.


Il 4 aprile 1675 celebrò la sua prima messa alla Santissima Annunziata. Se da semplice convertito intensificò i suoi studi e le sue ricerche, da sacerdote comprese che suo dovere primo era la gloria di Dio e la salvezza delle anime. E vi si consacrò totalmente rinunciando ai suoi studi e alle sue ricerche. Nella sua vita sacerdotale lo vediamo frequentemente in San Gaetano intento alle confessioni.


Sentì molto il distacco dal danaro. Al voto di castità aggiunse quello di povertà volontaria. Continuò a visitare gli ammalati, i detenuti, i derelitti, i più bisognosi. Già si occupava, dopo la conversione, degli ebrei e degli eretici. Fatto sacerdote intensificò il suo apostolato fra di loro. Mentre prima dava alla luce opere scientifiche ora si occupava particolarmente di teologia.



Stenone – vetrata istoriata di Carlo Alberto Vanalesta di Forte dei Marmi


Circa la metà del XVII secolo la Sacra Congregazione di “Propaganda Fide” aveva eretto il Vicariato delle Missioni Settentrionali d’Europa. Morto il primo vicario apostolico Monsignor Valerio Maccioni, si pensò a Stenone. Questi avrebbe preferito salire in Germania come semplice missionario.


La Sacra Congregazione fece le sue richieste le quali risultarono entusiasticamente favorevoli. Il primo maggio 1677 Stenone partiva alla volta di Loreto e di Roma. Cosimo III rifornì Stenone delle somme che riteneva necessarie per il viaggio. Ma questi, prima di partire, tutto distribuì ai poveri. Chiesta la benedizione al Cardinale si mise in viaggio a piedi scalzi.


Giunse a Loreto lacero, disfatto. Raccomandò alla Madonna la sua nuova missione poi riposato e calzato riprese la via per Roma. Il sei agosto veniva ricevuto dal Pontefice Beato Innocenzo XI. Il 13 settembre il Sommo Pontefice lo riceveva per una seconda volta. Finalmente il 19 settembre veniva ordinato Vescovo. Si era scelto per stemma un cuore sormontato dalla Croce. La sera del 28 arrivò a Firenze. Grande festa, ma a lui preme raggiungere quanto prima il nuovo campo del suo apostolato. Valicò le alpi in diligenza. A Colonia si fermò ospite del Nunzio Apostolico Mons. Opizio Pallavicini.



Stenone vescovo


Lo stato della sua missione apostolica era disastroso. La sola di religione cattolica era la diocesi di Hildeshiem. Hannover il centro cattolico era l’ospizio, un convento collegato con la chiesa dove convenivano membri di varie nazionalità. In una lettera Stenone diceva: la maggior parte dei pochi cattolici che abbiamo sono tanto freddi che temo di non perdere presto quel poco di calore che in Italia mi avevano procurato tanti incaloriti servi di Dio. Questo nostro prelato faceva una vita tanto nel vitto quanto nel vestire come se fosse stato la persona più povera del mondo.


Severo con se stesso usava dolcissimi modi con gli altri sia cattolici che protestanti. Parlando del suo stato episcopale Stenone confessava umilmente: il mio stato presuppone uomini perfetti e io mi trovo nelle imperfezioni quasi seppellito. Comincio a temere della mia salute eterna. Si cullava nel pensiero di ritirarsi in un Convento. Stenone si trovava in questo stato d’animo quando Vescovo diventa il principe Bernard Von Galen il quale chiese Stenone come suffraganeo della diocesi di Muster . Il sommo Pontefice annuì e con bolle del 7 ottobre lo costituì Vescovo suffraganeo a Muster. Altro che ritirarsi in un convento!……


(Continua…)


La vita del Beato Niccolò Stenone 1° parte
CLICCA QUI PER LEGGERE LA PARTE PRECEDENTE


CLICCA QUI PER TORNARE ALL’INDICE

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: