LA TOSCANA DEI MISTERI VERI E “SVELATI”


La Toscana dei misteri veri e “svelati” e l’emisfero celeste della Basilica di San Lorenzo
di Maria Francesca Gallifante


Una serata oltremodo interessante quella dedicata a: Misteri e leggende di Toscana, organizzata a Firenze il 6 dicembre scorso presso l’Hotel Mediterraneo, dall’Associazione culturale Giovanni Papini, in collaborazione con l’Associazione culturale Galgano.


Lo storico Franco Cardini ha esordito con una dissertazione sul mistero in generale, come è concepito sulla nostra “limitata” terra. Il mistero ci affascina, in fondo la nostra stessa esistenza è un mistero; dell’uomo sulla terra abbiamo testimonianze scritte da circa settemila anni, anche se il progresso ha fatto in modo che ci fosse un’impennata nel nostro modo di vivere, all’insegna della velocità dell’informazione e dei mezzi di comunicazione.


Cos’è in fondo il mistero? “Il mistero è ciò di cui non abbiamo la chiave”. Molte cose si spiegano bene con disegni, con l’utilizzo della matematica, della geometria… ma alcune restano ignote. Altri misteri sono costruiti, come quello sui templari, spesso false idee su falsi documenti, ma anche quando un documento scompare lascia delle tracce…
Un percorso oltremodo interessante quello di Cardini, che ricordando il suo incontro della serata precedente con Jean d’Ormesson, nota come non siamo ancora riusciti a chiarire del tutto il fenomeno della luce e allora non si può non concludere con un invito a rispettare i misteri in quanto tali, i misteri che restano “misteri”.


La proiezione di due episodi del film Mystery Tuscany, il film sulle leggende toscane, scritto e diretto da Pantaleone Antonio Megna e Andrea Mignòlo, uscito recentemente dalla Galgano Productions, è stata molto apprezzata del pubblico, che ha applaudito unitamente al regista e produttore, la giovane e promettente disegnatrice Caterina Baldi, che ha collaborato al film, presente in sala.


Ben articolato l’intervento di Sergio Costanzo sul tema L’architetto medievale e i segreti delle grandi cattedrali, un percorso affascinante attraverso i secoli, dai Greci a papa Zaccaria, da San Benedetto a Galileo… dell’evoluzione del pensiero e della filosofia. Ma cosa c’è alla base della costruzione delle chiese, delle cattedrali? Se “Dio è l’artefice del creato e della terra, l’architetto è l’artefice della casa di Dio sulla terra”. Dobbiamo chiederci se l’architetto può costruire la casa di Dio in modo arbitrario, la risposta è “no”, perchè la dimensione di un tempio è fatta traendo le misure dal creato, e questo si constata già nei culti solari paleocristiani per arrivare poi all’architetto medioevale. Il viaggio di Costanzo è oltremodo interessante attraverso luoghi magnifici come il Partenone, la cattedrale di Chartres. … quella di Pisa, e la misteriosa chiesa di S. Galgano per restare in terra Toscana. Galgano muore nel 1181, il giorno in cui nasce S. Francesco d’Assisi, e ci vorranno settant’anni di lavori dal 1218 al 1288 per terminare la chiesa a lui dedicata, un luogo affascinante immerso nella natura.
C’è un legame fra i solstizi e l’orientamento delle chiese, perchè esse rappresentano “la bussola, il calendario, l’ossequio della creazione”. I rapporti e le proporzioni fra le misure delle grandi cattedrali, i giochi delle luci, l’orientamento sono tutti fattori che contribuiscono a creare un alone di mistero su molti luoghi sacri nel corso dei secoli.


Massimo Sani, a conclusione della serata, è intervenuto su: Il mistero del cielo della Sacrestia vecchia di San Lorenzo.
Nella splendida basilica, mausoleo della famiglia de’ Medici, il visitatore è attratto da quel cielo dipinto in oro e chiaroscuro su azzurrite, attribuito al pittore Giuliano d’Arrigo detto il Pesello (1367-1446), con i segni dello Zodiaco probabilmente indicati e posizionati dal celebre astronomo Paolo dal Pozzo Toscanelli (1397-1482). L’indagine svolta dall’Istituto astrofisico di Arcetri conferma che quel cielo, in cui i pianeti allora conosciuti sono in una determinata posizione, era quello che si vedeva a Firenze il 4 luglio 1442.


Perché fu scelta quella data, c’è un mistero in cosa rappresentava quel punto astrologico? Fra Sani e Cardini è nata una discussione sulle varie possibilità d’interpretazione, cui siamo intervenuti, visto che nella splendida basilica ci lavoriamo e quell’emisfero celeste, nel cupolino della scarsella della Sagrestia vecchia di Brunelleschi, lo ammiriamo quasi tutti i giorni. Il segreto del dipinto è già stato “svelato”, dato che è riconducibile all’arrivo a Firenze di Renato d’Angiò, che venne a cercare aiuti finanziari e militari per riconquistare il regno di Napoli, usurpato da Alfonso d’Aragona. Renato d’Angiò, come notava Cardini, era più legato alla famiglia de’ Pazzi e il problema di accoglierlo rappresentava una “patata bollente”, visto che poi nel 1478 ci sarebbe stata la celebre congiura con la morte di Giuliano de’ Medici. Ma ho fatto osservare che anche nella Cappella de’ Pazzi a S. Croce, progettata dal Brunelleschi, c’è un cupolino simile, medesima raffigurazione, seppure molto meno leggibile, dato che mancano parti dell’affresco.


I veri misteri di S. Lorenzo sono altri come il recente ritrovamento nella cappella Martelli, dietro il crocifisso che orna l’altare, di un affresco con innumerevoli nuvole, sormontate dal sole e dalla luna. Fra le nuvole una in particolare, con una forma inusitata, fa sorgere un interrogativo: ci sono gli Ufo a S. Lorenzo?


La discussione si sarebbe protratta, ma l’ora era tarda e si è concluso. Ci siamo poi intrattenuti con Costanzo sulla basilica di S. Lorenzo e le altre due chiese imponenti vicine a S.Lorenzo: la cattedrale di S. Maria del Fiore e la basilica di S. Maria Novella. Tre orientamenti diversissimi eppure esiste un senso a tutto questo, ne parleremo in un prossimo articolo che scriveremo con Costanzo, approfondendo anche l’ubicazione e la luce della Sagrestia vecchia di S. Lorenzo.


Con Cardini invece si è discusso di un altro mistero: chi ha rubato il cranio del beato Niccolò Stenone (1638 Copenaghen-1686 Schwerin)? Nella cappella dedicata al celebre anatomista, geologo e vescovo, beatificato da Giovanni Paolo II nel 1998, il corpo fu traslato dalla cripta negli anni ’50; quando aprirono la tomba del vescovo rinvennero i resti del corpo senza la testa. Non è mai stata ritrovata. Per ora con la prof.ssa Elena Giannarelli si sono fatte delle ipotesi, resta il mistero… uno dei tanti della splendida basilica dei Medici, capolavoro del Rinascimento.

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