Storia della Basilica di San Lorenzo parte 35° – La Casa Savoia


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 35°

Ci racconti ancora………


La Casa Savoia


I Lorena partirono da Firenze il 27 Aprile 1859. Nella nostra parrocchia c’è una via appunto intitolata Via 27 Aprile. Fu una rivoluzione ingaggiata da C. Ridolfi che aveva una bottega in Borgo San Lorenzo. Una rivoluzione senza spargimento di sangue.


Il Granducato fu assegnato alla Casa Savoia.


Nel marzo 1860 si fa il plebiscito indetto per proclamare l’unione al Regno di Sardegna. Nel frattempo la Toscana mantiene la sua autonomia legislativa e amministrativa e questo rafforzò nel mondo ecclesiastico la convinzione di essere una Societas a parte. Questa interpretazione fu confermata perché i lavori stabiliti da Ferdinando III e già stanziati dallo Scrittoio delle Regie Rendite continuano e terminano sotto i Savoia. In una riunione capitolare del 18 aprile 1860 il Priore Cambi propone che il Capitolo faccia un atto di ossequio a Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele.
Su questa scia si colloca lo stemma dei Savoia fatto dipingere all’interno della facciata della Basilica che assunse il titolo di Basilica Reale.
Stemma Reale dei Savoia


I cambiamenti si resero invece evidenti quando Firenze accolse la corte Sabauda e tutto il suo apparato burocratico nel 1865. Allora si vide anche una trasformazione della città: l’abbattimento delle mura, la creazione dei Viali dei Colli, il mercato da quella che è oggi piazza della Repubblica fu portato dove sorge adesso, la costruzione di nuovi quartieri.


Sotto la spinta di questa euforia il centro di Firenze fu travolto da una valanga di espropri. L’emanazione del Regio decreto del 7 luglio 1866 e poi la legge del 15 agosto 1867 liquidarono l’asse ecclesiastico. Queste leggi chiamate “eversive” si impadronirono di chiese e conventi consegnati poi all’amministrazione comunale. La Basilica non era nè chiesa cattedrale nè chiesa palatina e quindi il Capitolo fu abolito. La massa capitolare fu incamerata dal Demanio. Si ottenne tuttavia che fosse creato un beneficio a favore dell’Ente Parrocchia poiché al momento della soppressione il Capitolo aveva come scopo principale la cura delle anime.


Intanto era morto il priore Alessandro Cambi.


Il Capitolo, come di consueto, elesse un reggente nella persona del Canonico Lorenzo Vettori. Insieme col Canonico Bianchi traghettarono la parrocchia, senza un parroco, verso nuovi lidi. Se non era riconosciuta civilmente però rimaneva ecclesiasticamente. Durante gli anni di questa reggenza ci furono nei bilanci forti perdite. Ad esempio nel 1870 il bilancio si chiudeva con un passivo di Lire 4.443,34 che costrinse il Capitolo a fare tagli perfino sulla distribuzione della brace e agli assegni mensili al sagrestano. La situazione non poteva durare e la Curia, in ottemperanza alle lettere apostoliche ricevute, nominò Attilio Giovannini quale capo al Capitolo Laurenziano.


Storia della Basilica di San Lorenzo parte 34° – Da “Canapone” dei Lorena a Casa Savoia
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Storia della Basilica di San Lorenzo parte 36° – Mons. Attilio Giovannini parte prima
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