Storia della Basilica di San Lorenzo parte 37° – Mons. Attilio Giovannini parte seconda


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 37°

Ci racconti ancora………


Mons.Attilio Giovannini parte seconda


I rapporti con l’amministrazione statale si fecero sempre più stretti e nel 1907, su richiesta avanzata allo Stato dallo stesso Monsignor Giovannini, con il sostegno di Guido Biagi, direttore della Biblioteca Laurenziana, fu costituita l’Opera Medicea Laurenziana.


La richiesta nasceva dalla volontà di salvaguardare il Complesso Monumentale da un possibile nuovo degrado e contemporaneamente tutelare gli interessi della Basilica. Dopo l’esproprio del 1867, il Complesso Laurenziano era stato suddiviso in più proprietà sottoposte a diverse amministrazioni: una parte era restata alla Parrocchia di San Lorenzo e una parte era passata allo Stato. Nel 1908 quando finalmente, dopo molte vicissitudini, si arrivò alla consegna dei beni, questi erano divisi in tre parti: le Cappelle Medicee con relativi annessi di proprietà dello Stato, in consegna al Ministero della Pubblica Istruzione e per esso all’Ufficio Regionale per la conservazione dei documenti; i Chiostri, relativi ambulacri e annessi, erano in parte a titolo di piena proprietà Statale, a seguito del contratto di Enfiteusi perpetua sopracitato del 10 gennaio 1902, erano di pertinenza dello Stato, ma per l’utile dominio.


Tutti questi beni erano in consegna al Ministero della Pubblica Istruzione e per esso all’Ufficio Regionale dei Monumenti e al direttore della Biblioteca Medicea Laurenziana. Infine la Chiesa Basilicale di San Lorenzo, di Regio Patronato, e l’annessa canonica, venivano date in consegna al Reverendo Parroco Priore della stessa Chiesa per il servizio del culto pubblico parrocchiale e d’abitazione ecclesiastica.


L’opera Medicea Laurenziana non toccava e non tocca i diritti di proprietà ma tuttora ha lo scopo di coordinare la gestione di questo patrimonio frammentato.


Durante la riunione capitolare del giugno 1908 Monsignor Giovannini, soddisfatto dei suoi accordi sottoscritti con lo Stato, comunicava al Capitolo che con decreto reale, era stata costituita l’Opera di San Lorenzo e informava “com’egli desiderasse di far riconoscere come ente morale anco il Capitolo “; al quale chiedeva però l’adesione di tutti i membri………ai quali lasciava libertà di discutere tra di loro e di dare quanto prima una risposta. La proposta fu approvata immediatamente e unanimemente.


Furono quindi fatte le prime pratiche, ma fu soprattutto nel corso degli anni Venti del Novecento che queste ebbero un accelerazione, quando Giovannini quale capo del Capitolo, insieme al clero laurenziano, intraprese la via e il riconoscimento giuridico civile del Capitolo stesso per potere usufruire dei benefici delle congrue per il clero previste dal Decreto legge emanato nel 1924.


Questo decreto non comprendeva però il clero delle chiese collegiate perché civilmente soppresse, e quindi il Capitolo dette l’incarico ai canonici Giraldi e al Meliani di seguire l’istanza per ottenere il riconoscimento civile. Furono presi accordi con l’arcivescovo che appoggiò l’operazione e quindi fu avvicinato l’Onorevole Italo Capanni, perché intervenisse a Roma presso la segreteria del Ministero di Grazia e Culti. L’istanza fu presentata dal sottosegretario, l’onorevole Mattei Gentili che contemporaneamente era anche il Presidente della Commissione per la riforma della registrazione ecclesiastica. La macchina politica e burocratica si era messa in moto e l’affare era ancora in corso quando nel 1928 Monsignor Giovannini morì.


Il lungo priorato di Monsignor Giovannini, durato oltre 54 anni, si dipanò dall’unità d’Italia, con Firenze appena declassata da Capitale del nuovo Stato, una guerra mondiale e l’ascesa del fascismo. Un lungo periodo costellato da forti cambiamenti politici e sociali che ebbero ovviamente ripercussioni anche all’interno di San Lorenzo dove si avvicendarono più generazioni di Canonici, Cappellani e Chierici.


Monsignor Giovannini non si occupò solamente di restauri e conservazione dei beni immobili, si fece in parte promotore di cambiamenti che investirono la vita stessa del Capitolo e la Parrocchia. Fin dall’inizio egli intraprese un’ opera di controllo e riorganizzazione generale che portò il bilancio annuale da passivo ad attivo, permettendo la ricostituzione di alcune antiche cappellanìe e canonicati e con l’aiuto di persone pie, ne furono creati altri. Si giunse alla ricomposizione del Capitolo formato da 12 Canonici effettivi e alcuni onorari. La sua opera a largo raggio andava dalle riforme della presenza del clero laurenziano alle cerimonie in Basilica (1904, 1905, 1911), alla repressione degli abusi sulla fornitura della cera (1898).


Sotto il suo priorato furono ricontrollati gli obblighi e i relativi libri amministrativi furono aggiornati, furono inoltre date nuove disposizioni sulla tenuta del registro delle messe (1898). In seguito al Motuproprio di Pio X relativo alla musica sacra, Monsignor Giovannini rinnovò e incrementò il coro (1903, 1904). Per quanto riguarda la conservazione degli arredi sacri, nel 1901 furono fatti fare pianete e piviali bianchi e nel 1906 si procedette alla ripulitura e alla constatazione dell’autenticità delle reliquie della Basilica, un’ operazione quest’ultima molto delicata che coinvolse, oltre al priore, l’archivista, i curaioli, il visitatore apostolico e che fu possibile grazie anche all’attenzione con cui era stato curato l’archivio e disposto il suo ordinamento già nel 1900.


Col passare degli anni, ormai vecchio, Monsignor Giovannini, fu costretto ad appoggiarsi ad alcuni Canonici e delegare ad altri alcuni suoi compiti, tra i quali la cura dei paramenti sacri e degli arredi di sacrestia che furono danneggiati o addirittura non furono più ritrovati come ad esempio i numerosi candelieri d’argento e le otto mazze per i cantori anch’esse d’argento, i grandi vassoi per i pontificali e il famoso bicchiere di cristallo di rocca ornato di perle, rubini e altre pietre preziose.


La forte personalità del Giovannini e la longevità del suo priorato tuttavia lasciarono un impronta indelebile e stabile nel tempo: ancora oggi gli accordi stipulati con lo Stato Italiano (enfiteusi perpetua del 1902 e la costituzione dell’Opera Medicea Laurenziana) regolano l’assetto giuridico e l’interdipendenza tra gli organi laurenziani.


Sonia Puccetti Caruso dott. Archivista


Storia della Basilica di San Lorenzo parte 36° – Mons.Attilio Giovannini parte prima
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Storia della Basilica di San Lorenzo parte 38° – Mons. Giovanni Rosselli Priore della Basilica di San Lorenzo dal 3 febbraio 1929
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