11 gennaio 2013 inizia l’anno dedicato al Beato Niccolò Stenone (1638-1686): anatomista, geologo, vescovo.


la tomba di Niccolò Stenone nella Basilica di San Lorenzo


11 gennaio 2013 inizia l’anno dedicato al Beato Niccolò Stenone (1638-1686): anatomista, geologo, vescovo.

Nota di Maria Francesca Gallifante (Basilica di San Lorenzo)


L’11 gennaio si è celebrato il 375° anniversario della nascita del Beato Niccolò Stenone, l’illustre anatomista, geologo e vescovo, sepolto nell’omonima cappella nel settore fedeli della Basilica di S. Lorenzo; personaggio molto venerato da fiorentini e stranieri, giunti da ogni parte del mondo, che si soffermano sulla sua tomba e spesso lasciano un biglietto, con una supplica o richiesta di grazia, confidando nell’intercessione del Beato di origine danese.
Il 2013 è un anno che potremmo definire “stenoniano”, dato che il 23 ottobre prossimo si celebrerà anche il 25° anniversario della beatificazione, proclamata da papa Giovanni Paolo II nel 1988.


Nella Basilica di S. Lorenzo Mons. Angiolo Livi e Mons. Fabrizio Porcinai hanno concelebrato una Messa dedicata all’illustre scienziato che, dopo aver raggiunto la notorietà per le sue scoperte anatomiche e geologiche, intraprese un percorso di fede che, dalla passione per la scienza, lo condusse a divenire un paladino della fede prima come sacerdote, poi come vescovo.


Per ricordare l’impegno profuso da Stenone nel suo mandato di vescovo nella Germania del nord, ad Amburgo, Hannover, Munster, fino alla morte che lo colse nel dicembre del 1686 a Schwerin, nel ducato di Mecklemburg l’organista Clara Franck Bruno ha eseguito musiche di Dietrich Buxtehude, nato nel 1637, un anno prima di Stenone, noto musicista e compositore la cui musica è reputata il vertice della scuola organistica tedesca del XVII secolo.


Mons. Angiolo Livi, a fianco l’organista Clara Franck Bruno e Maria Francesca Gallifante


Ma questo primo anniversario è l’occasione per condividere una breve nota biografica, che illustri la vita del Beato da molti reputato “Santo”.


Niels Stensen nasce a Copenaghen l’11 gennaio 1638, 1° gennaio per il calendario giuliano allora in vigore nei paesi nordici; il padre è l’orefice luterano Sten Pedersen che lavora anche per la corte danese. Dal 1656 al 1659 frequenta la facoltà di medicina avendo come precettore Thomas Bartholin. Negli anni 1660-1664 si trasferisce ad Amsterdam e poi a Leida, dedicandosi in particolare allo studio del cuore e dei muscoli, giunge alla scoperta del dotto principale della ghiandola parotide, o “dotto di Stenone”. Conosce Spinoza ed è discepolo dell’anatomico Sylvius De La Boè. Nel 1664 ritorna a Copenaghen; alla morte dei genitori, non potendo avere la cattedra all’università si reca a Parigi, dove gli arriva da Leida la laurea in medicina. È ospite di Melchisedec Thèvenot, mecenate che riuniva attorno a sé noti personaggi della scienza dell’epoca. Soggiorna a Montpellier e nel 1666 si trasferisce a Firenze, presso Ferdinando II, Granduca di Toscana, che lo nomina medico di corte. Entra nel cenacolo degli accademici del Cimento e studia embriologia e paleontologia. La corte medicea era fulcro di incontro per importanti scienziati, fra cui Lorenzo Magalotti, Marcello Malpighi, Francesco Redi e Vincenzo Viviani. Con questi ultimi, Viviani e Redi, Stenone coltiva un sincero rapporto di amicizia. In Toscana Stenone, oltre a proseguire gli studi anatomici, estende gli interessi scientifici alla mineralogia e geologia; per ampliare le ricerche visita Pisa, Livorno, Carrara, Volterra e l’isola d’Elba. L’opera Prodomus dissertationis de solido intra solidum naturaliter contento, edita nel 1669, ne fa il fondatore della moderna geologia.


Il 2 novembre 1667 Stenone, che era nato luterano, si converte al cattolicesimo. Il cammino della conversione era iniziato dopo aver visto a Livorno, il 24 giugno 1666, la processione del Corpus Domini.
Torna per un breve periodo a Copenaghen, ma poi è di nuovo a Firenze. Gode la stima di Cosimo III ed è nominato pedagogo di Ferdinando, principe ereditario. Stenone abbandona progressivamente gli studi scientifici: è ordinato sacerdote e il 14 aprile 1675 celebra la prima messa nel santuario della SS. Annunziata; con spirito di umiltà inizia l’attività di confessore nella chiesa di San Gaetano, dei padri teatini, ora chiesa dei SS. Michele e Gaetano in via de’Tornabuoni.
Due anni dopo, si reca a Roma, via Loreto e il 19 settembre 1677 è consacrato vescovo; in ricordo dei suoi studi anatomici sul cuore, sceglie come simbolo vescovile il cuore sormontato da una croce.
Il primo mandato è la nomina a vicario apostolico di Hannover. Dal 1680 al 1683 è vescovo ausiliare di Münster, poi vicario apostolico in Amburgo.


Nel 1685 dimora brevemente a Copenaghen.
Termina la sua intensa attività pastorale in Germania, muore a Schwerin, nel ducato di Mecklemburg, il 25 novembre, (5 dicembre) del 1686. Nel 1687, su richiesta di Cosimo III, la salma viene spedita via mare a Livorno e tumulata, il 13 ottobre 1687, nella cripta della basilica di S. Lorenzo a Firenze. Nel 1953 il corpo è traslato in una cappella della Basilica e deposto in un sarcofago romano.
Niccolò Stenone è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 23 ottobre 1988.


Con queste parole il pontefice salutava i fiorentini convenuti nella Basilica di S. Pietro per la beatificazione:


«Nella vostra città egli maturò quelle decisioni fondamentali di carattere religioso che dovevano dare un indirizzo nuovo a tutto il resto della sua vita, arricchendo la sua personalità, già tanto dotata sul piano culturale, con l’apporto di una nuova e più alta professione di vita, quella del ministro di Cristo, che allarga il cuore di un uomo ad orizzonti ben più vasti e profondi di quelli che possa assicurare la semplice scienza umana, per quanto nobile essa sia. Nella maturazione spirituale del nostro beato molto influirono i contatti con ambienti fiorentini nei quali l’amore per la scienza si sposava armoniosamente con le convinzioni di fede e con la pratica della carità: egli si rese conto che il cattolicesimo non solo non avviliva, ma esaltava quella ardente sete di verità e di conoscenza che negli anni precedenti aveva portato la sua acuta intelligenza a notevoli traguardi nel campo degli studi e delle scoperte scientifiche. Nello stesso tempo, egli rivisse e ripensò queste esperienze umane in una forma del tutto personale, e quindi profondamente libera e responsabile, come è testimoniato da quella famosa illuminazione del due novembre del 1667, con la quale, fugando ogni residua incertezza approdò alla pienezza della fede ed entrò nella Chiesa cattolica. Questa sua decisione, che rivoluzionò in qualche modo la sua anima non gli fece però dimenticare i correligionari di un tempo. Tutt’altro! Divenuto Vescovo e vicario apostolico dell’Europa settentrionale, dette prova, nei numerosi contatti con le altre confessioni cristiane, di grande carità e delicatezza conquistandosi così presso di loro una stima universale e divenendo uno dei precursori del movimento ecumenico. Per questo lo invochiamo perché la sua intercessione conduca tutti i discepoli di Cristo all’unità della fede, per la quale il Signore ha pregato: “Ut omnes unum sint” (Gv 17, 11)».


Bibliografia
Raffaello Cioni, Niccolò Stenone scienziato e vescovo, prefazione di Piero Bargellini, Le Monnier Editore, Firenze, 1953.
Costantino Caminada, Niccolò Stenone, prefazione di Piero Bargellini, Tipografia dell’Abazia di Casamari (FR), Casamari, 1967.
Mario Naldini (cur.), Niccolò Stenone conversione e attività pastorale, Nardini Editore, 1986.
Nevio Quattrin, Nicola Stenone scienziato e santo (1638-1686) nel 3º centenario della morte, Vicenza, Accademia Olimpica, 1987.
Roberto Angeli, Niels Stensen. Il beato Niccolò Stenone, uno scienziato innamorato del Vangelo e dell’Italia, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 1996.
Stefano De Rosa, Niccolò Stenone a Volterra 1668, LoGisma ed., Firenze, 1996.
Cutler Alan, La conchiglia del diluvio. Niccolò Stenone e la nascita della scienza della terra, Edizioni “Il Saggiatore”, 2007.
M.F. Gallifante, C. Nardi, E. Giannarelli, Niccolò Stenone. Un uomo di scienza alla ricerca di Dio, inserto “Toscana Oggi”, dicembre 2008.
Paola Bolletti, Scienziato, vescovo, uomo di carità: in un film le tante vite di Stenone, “Toscana Oggi”, 9 dicembre 2012.
M.F. Gallifante, Biglietti, messaggi, preghiere: così in tanti si affidano al Beato Stenone, “Toscana Oggi”, 6 gennaio, 2013.
Voce Niccolò Stenone, enciclopedia Wikipedia.

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Una Risposta to “11 gennaio 2013 inizia l’anno dedicato al Beato Niccolò Stenone (1638-1686): anatomista, geologo, vescovo.”

  1. Maria Francesca Gallifante Says:

    Un grazie ad Alessandro Mangini, curatore del sito della Basilica di S: Lorenzo, per l’inserimento di questo articolo. Desideriamo esprimere le nostre felicitazioni a Mons. Livi e Mons. Porcinai per la suggestiva concelebrazione. Ringraziamo inoltre la cara amica l’organista Clara Franck Bruno per aver accompagnato la S. Messa con le musiche di Dietrich Buxtehude (1637-1707), coevo di Stenone, il Console Onorario del Regno di Danimarca, avv. Alessandro Berti e tutte le personalità ed amici presenti alla manifestazione che ha solennemente inaugurato l’anno “stenoniano”.


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