Storia della Basilica di San Lorenzo parte 44° – Anno 1940


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 44° L’anno 1940


Ci racconti ancora………

L’anno 1940 


Fin dall’inizio di quest’anno c’è un’ondata di tristezza e di dolore. C’è bisogno di pace, ma gli uomini non la sanno dare.
In Basilica allora fu fatto un solenne ottavario di preghiere dal 28 gennaio al 4 febbraio. La Chiesa addobbata con eleganza e sobrietà stette in quei giorni sempre aperta e illuminata dalle ore 7 del mattino alle ore 20 della sera. Quelli 8 giorni furono tutti una preghiera. Le preghiere finivano con la supplica “Quei tuoi grand’occhi o Vergine Maria”. Le parole erano state composte dal sacerdote Gino Bellucci e la musica dal chierico Domenico Bartolucci. La chiesa è stata sempre affollata e affollati i confessionali. Il campanile e la facciata della Basilica sono stati illuminati dall’imbrunire alla mezzanotte.


L’ultimo giorno dell’ottavario l’immagine della Madonna fu portata in piazza e posta su un elevatore tutto addobbato e fiorito. La folla gremeva la piazza. La statua della Madonna tornata in chiesa fu tolta dalla sua cappella laterale e portata più in vista all’altare della cappella a destra dell’altar maggiore. Dispiacque al Priore toglierla dall’antico posto ove sono due belle iscrizioni che ricordano i favori e le grazie accordate ai nostri padri dalla Madre Celeste.


10 giugno 1940

Giornata tremenda. Verso le 15 Mussolini parlò alla radio. “Italiani correte alle armi”. Tutti accorsero alla radio. Dopo 20 minuti i curati vennero a dire al Priore che non si era mosso che Mussolini aveva dichiarato la guerra. Il Priore disse: “con questo 10 giugno 1940 l’Italia va in rovina e Mussolini è già andato a Sant’Elena”.Il Santo Padre Pio XII tutto ha fatto per scongiurare il conflitto ma non è stato ascoltato.


Appena scoppiata la guerra incominciarono lavori sopra lavori per riparare i monumenti. Qui da noi furono protetti i pulpiti, la cantoria di Donatello,


il sarcofago di Piero e Giovanni De’ Medici, il lavabo del Verrocchio, la tomba di Giovanni Dè Bicci e Piccarda Boeri, l’altare della Sacrestia Vecchia e la balaustra.


Il busto in terracotta che si tiene sul banco


e il quadro dell’Annunziata del Lippi trovano rifugio nei sotterranei.


Tutto questo portava confusione ma era grande la preoccupazione per salvare opere d’arte di valore mondiale.

Storia della Basilica di San Lorenzo parte 43° – Scorrendo sempre gli anni ’30 …
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