Storia della Basilica di San Lorenzo parte 49° – 7 maggio 1945 fine della guerra


STORIA DELLA BASILICA – PARTE 49° 7 maggio 1945 fine della guerra


Ci racconti ancora …….

7 maggio 1945 fine della guerra …


Il 7 maggio 1945 giunse la notizia della cessazione della guerra. Suonarono a distesa tutte le campane della città. Questa guerra micidiale era finita.


Sui volti degli uomini e delle donne si legge la gioia e la tristezza. Erano finiti i combattimenti, ma si pensava ai morti che non ritornano a casa e si pensava ai giovani prigionieri nelle varie parti del mondo. Le statue, le opere d’arte che erano state portate via per salvarle da eventuali bombardamenti, ora potevano ritornare. Però prima di rimettere a posto sic et simpliciter i monumenti fu stabilito di fare una ricognizione dei resti mortali racchiusi nelle tombe.


Non si conosceva con certezza ove fossero state deposte le salme di Lorenzo Duca di Urbino e di Giuliano Duca di Nemours; se erano cioè nell’urna sottostante alle famose statue, o nell’imbasamento del monumento o sotto l’imbasamento stesso.
Si sapeva che la salma del Duca Alessandro, ucciso da Lorenzino, era stata messa in fretta e furia assieme a quella del Duca di Urbino.
Liberate le tombe dai coperchi comparve il corpo imbalsamato visibilmente manomesso di Giuliano Duca di Nemours.


Con somma maestria fu ricomposto dal prof. Giuseppe Genna, direttore dell’Istituto di Antropologia della Reale Università di Firenze. Lo stesso professore pensò alla tomba del “pensieroso”


Duca di Urbino e trovò commisti disordinatamente i due scheletri attribuiti a Lorenzo Duca di Urbino e a Alessandro Duca di Firenze.
Il 25 agosto il priore celebrò la messa e dopo furono ricollocate le casse al loro posto.
Il 23 ottobre 1945 furono esplorate le tombe di Lorenzo il Magnifico


e di Giuliano suo fratello. Il prof. Genna trovò nella cassa del Magnifico alcune ossa di Giuliano e viceversa. L’operazione è stata fatta scrupolosamente e con competenza. Il 7 novembre 1945 previa una sacra funzione celebrata da Monsignor Priore le casse vennero messe nel loro loculo.
Il 5 dicembre del 1945 fu esplorato il sarcofago che si tiene sotto la tavola della Sacrestia Vecchia. Furono trovati tre scheletri: di Giovanni dè Bicci, di Piccarda Boeri, e il terzo di un incognito.


Si doveva riprendere anche tutta la vita parrocchiale. Doveva riprendere con un congresso e non con una semplice messa. Questo si è tenuto dalla domenica 30 dicembre alla domenica 6 gennaio 1946. La chiesa preparata sfarzosamente con un bellissimo trono in teletta d’oro e d’argento circondato da 9 lumiere, 6 candelabri e molte piante ornamentali presentava un colpo d’occhio meraviglioso. E’ stato messo nell’altar maggiore il gruppo della residenza grande con le sue 36 candele. Lungo la Basilica erano state messe lumiere ad ogni arcata. Durante i 9 giorni di festa la chiesa rimase aperta dalla mattina a mezzogiorno e dalle 15 alle 21. Inaugurò la festa il Cardinale Arcivescovo Elia Dalla Costa e furono cantate 3 messe. L’ultima per il pontificale del 6 gennaio alla presenza di numerosi fedeli e a piena orchestra.

Dalla Cronaca parrocchiale di Monsignor Rosselli.


Il parroco di oggi domanda: dov’è andata a finire tutta questa roba?

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